Se si possiede un Golden Retriever non bisogna mai trascurarne l’educazione, altrimenti si  ha la (quasi) certezza di trovarsi accanto un essere difficilissimo da gestire. Se pensi di prendere un cane e poi farti scivolare addosso questa responsabilità, sappi che la colpa del suo cattivo comportamento non sarà sua, ma tua!

Esattamente come succede per i bambini piccoli, anche i cani hanno bisogno di essere addestrati ed educati per imparare a comportarsi al meglio. Nonostante il Golden Retriever sia una delle razze più docili e ubbidienti che si possono incontrare, la sua educazione deve essere messa al primo posto una volta averlo adottato.

Questo non solo permetterà di gestirlo al meglio e senza inconveniente per il resto della famiglia, ma consoliderà incredibilmente il tuo rapporto con il peloso. La ragione di ciò è che, tramite l’addestramento, inizierà a vederti come la sua figura di riferimento.

Premettendo che rivolgersi ad un addestratore è sempre la scelta migliore, questo potrebbe non essere possibile per ragioni di tempo, di voglia o anche economiche. Ecco perchè abbiamo stilato questa breve “guida”, in cui riportiamo alcuni brevi consigli di base.

Alcuni principi di base: divertimento, ricompense e coerenza

L’educazione del Golden Retriever è prima di tutto divertimento

Il periodo giusto per iniziare ad educare il tuo peloso è durante i primi mesi di vita, seppure alcune cose verranno apprese con l’esperienza. Ogni sessione di esercizi dovrebbe essere improntata al gioco e per non risultare troppo stressante si dovrebbe conclude con un esercizio di facile esecuzione che inciderà sulla gratificazione personale del tuo amico.

Golden Retriever

Questo perchè i cani reagiscono meglio agli stimoli affettuosi e divertenti, almeno all’inizio, rispetto alle imposizioni autoritarie. Permettere al tuo Golden Retriever di vivere queste esperienze come qualcosa di spensierato, assumendo un atteggiamento rilassato ma al tempo stesso sicuro, è il miglior modo per far in modo che apprenda come comportarsi al meglio e come rispettare gli ordini che verranno impartiti.

Il rinforzo positivo

Che può sembrare un concetto complicato ma, in realtà, si tratta semplicemente di premiare i comportamenti corretti con un biscottino o un premio di qualche tipo. Se il Golden Retriever esegue un comando per cui lo stai educando, gli devi dare qualcosa per convincerlo a farlo di nuovo, imprimendo nella sua mente il collegamento azione compiuta – ricompensa ricevuta.

Golden Retriever

Allo stesso modo, non dovresti premiare le azioni non positive. Ad esempio, se ti salta addosso eccitato quando vede il guinzaglio, non dovresti metterglielo e portarlo a fare una passeggiata, perché premieresti il suo comportamento. Invece girati o guarda il cielo finché non si sarà calmato. Solo allora mettigli il guinzaglio e portalo in giro.

La coerenza è importantissima

Tutte le altre persone con contatti con il cane dovrebbero avere le stesse reazioni ai suoi comportamenti. Se tu non lo nutri mai dalla tavola per la cena, ma tuo figlio concede al cane metà del suo piatto, si viene a creare un problema. Oppure se dici al cane di stare giù quando salta, ma in altri casi lo abbracci e lo elogi, sei tu che sbagli.

Golden Retriever educazione

Il motivo è presto detto, ed è anche facile da capire. Nell’educazione del Golden Retriever, è molto facile confonderlo. Reazioni differenti agli stessi comportamenti da parte dell’animale non gli permetterà di distinguere tra giusto e sbagliato. Se si inizia con una reazione ad un suo comportamento, allora dovrà essere sempre la stessa anche in futuro.

L’educazione dei Golden Retriever, i primi insegnamenti: i bisogni, seduto, fermo…

Nonostante si possa insistere sulla necessità di un addestratore, alcuni insegnamenti possono essere impartiti autonomamente. Essere in grado di farsi ubbidire dal proprio cane non è solo vantaggioso per te, ma è anche più sicuro.

Per esempio, lo si può lasciare libero con più tranquillità nelle aree cani, senza la paura che aggredisca qualcuno. Oppure, insegnandogli a fermarsi a comando, si può evitare che attraversi la strada quando è lontano da te.

Di seguito alcune istruzioni di base.

Golden Retriever

Resta

Importante per far in modo che il cane si fermi all’istante in certe situazioni.

Parti dalla posizione “seduto mettendoti di fronte, indietreggia due passi per poi tornare nella posizione di partenza, premiandolo subito dopo. Inizia ad aumentare progressivamente il tempo di attesa  aspettiando questa volta qualche secondo prima di tornare da lui.  Poi, come prima, riavvicinati e premialo.

Questo esercizio, grazie al rinforzo positivo e all’introduzione di gesti come la mano aperta, farà capire al cane quando deve fermarsi e stare immobile. Si può usare anche una vera e propria parola ripetuta (appunto il “resta” o “stai”).

Seduto

Uno dei primi comandi che di solito si insegna nell’educazione di un Golden Retriever.

Mettiti di fronte al cane e mostragli un premio. Sposta lentamente e in linea retta il premio da di fronte a lui fino a dietro la sua nuca. Il cane alzerà lo sguardo e nel tentativo di seguire la leccornia indietreggerà leggermente fino a quando, impossibilitato a proseguire oltre, si siederà. Nel momento in cui con le zampe posteriori tocca terra pronuncia la parola scelta per il comando. 

Una volta compreso il movimento, anticipa il comando prima che le sue zampe tocchino terra. In questo modo imparerà il movimento e arriverà a compiere il gesto con la tua sola voce.

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Vieni

Comando che permette di chiamare il cane in ogni istante, qualunque cosa stia facendo.

Questo comando verrà imparato con la ripetizone quasi ossessiva dell’azione. All’inizio si può usare anche un guinzaglio molto lungo. Allontanati di qualche metro e chiamalo (quando ti raggiunge dagli sempre un premio). Ripeti l’operazione allontanandoti sempre di più e utilizzando sempre la parola scelta. La parola è indifferente, basta che sia chiara e sillabata bene.

Il “vieni” deve essere associato a cose positive come il piacere di raggiungerti e non solo con la fine del gioco. Quindi ripeti questo comando molte volte nel corso della giornata.

E per concludere…qualcosa che può facilitare la vita (almeno agli inizi)

Golden Retriever

La conduzione al guinzaglio

Puoi iniziare da piccolo ad insegnare all’animale a non tirare ma a camminare al tuo fianco in maniera tranquilla.

Inizialmente le passeggiate non devono superare i 10 minuti. Il cane deve gradualmente abituarsi a questo nuovo approccio, quindi bisogna dargli un po’ di tempo. All’inizio sarai tu a seguirlo ma questo rapidamente dovrà cambiare. Ogni volta che il Golden Retriever ti camminerà effettivamente di fianco, premialo con qualunque cosa gli piaccia.

Se inizia a precederti, fallo fermare (con il comando “seduto”, “fermo” o, in caso di utilizzo di pettorina, con leggero strattone). Posizionati di fianco a lui e riparti. 

Presto il cane imparerà che l’andatura corretta, annusate permettendo, è di fianco a te e non davanti.

Golden Retriever

Per i bisogni, c’è un luogo e un tempo adeguati

I cuccioli di due e quattro mesi bisognerà portarli fuori ogni due ore. Questo perché ancora non riescono a controllare lo stimolo dei bisogni. Dopo i 4 mesi la situazione cambia sensibilmente.

Da parte tua, è importante anche capire QUANDO il cane ha bisogno di uscire per espletare i bisogni. Di solito, se lo vedi annusare in giro e fare giri su se stesso necessita di essere portato fuori.

IMPORTANTE: sgridarlo una volta che ha già sporcato in casa non serve a niente, quindi evita.

Per abituarlo a non fare le proprie cose in casa, i passi nell’educazione del Golden Retriever sono molto semplici. Posiziona dei fogli di giornale non lontano dalla sua cuccia (ma neanche troppo vicino, più o meno qualche metro). Una volta che avrà compreso che in caso di necessità ha i giornali, andrà a farla in quello spazio apposito. Ricorda di lodarlo e premiarlo ogni volta che sceglie i giornali invece del pavimento.

Gradualmente riduci la dimensione dei fogli di giornale e, piano piano, vedrai che inizierà ad usarli solo di notte fino a smettere completamente.